Esibizionisti e voyeur, feticisti e sacerdotesse, serial killer e femmine sull’orlo di una crisi di nervi. Il cinema popola da sempre il suo mondo di nevrotici, perversi e cattivissime compagnie, facendone protagonisti di film celebri e celebrati, autentici monumenti visivi all’ambiguità e alla perfidia.
Come dimenticare i volti di donna carichi d’angoscia che il giovane operatore Mark Lewis fissa nell’obiettivo mentre commette i suoi delitti? E’ “Peeping Tom – L’occhio che uccide” (“Peeping Tom”), la rappresentazione più fredda, lucida e freudiana del cinema come meccanismo voyeuristico, specchio che riflette le patologie più nere insite nella natura stessa della settima arte.
Ma “Peeping Tom” è anche il film maledetto che, per la sua carica eversiva (siamo nel 1960!), pone fine alla carriera, per molti versi straordinaria, di uno dei grandi autori visionari del Novecento: Michael Powell. E’ proprio da questo capolavoro, dalla riflessione profonda sulla complicità che si instaura tra noi spettatori e la violenza rappresentata sullo schermo, che parte un lungo viaggio a ritroso per (ri)scoprire il cinema di due talenti straordinari dal cui sodalizio sono nate pellicole anticonvenzionali e dallo stile inconfondibile: Powell, appunto, e il (quasi inseparabile) socio Emeric Pressburger.
Si è spento nella sua New York all’età di 81 anni il popolare attore italoamericano Ben Gazzara, il suo vero nome era Biagio Anthony Gazzara. Di origini siciliane (i suoi genitori erano di Canicattì), non aveva mai tagliato i ponti con l’Italia, dove era molto conosciuto soprattutto dopo aver interpretato magistralmente il ruolo de “O professore” nel Camorrista di Giuseppe Tornatore. Formatosi all’Actors Studio aveva debuttato in teatro a Broadway e poi al cinema. Dopo una serie di ruoli secondari nel corso degli anni Sessanta, la sua consacrazione venne dalla collaborazione con l'amico John Cassavetes. I due lavorarono insieme per la prima volta nel film Mariti (Husbands) nel 1970. Poi è stata la volta de L'assassinio di un allibratore cinese (1976) e Opening Night (1977).
