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Mer, Ago
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Pozzuoli o la terra del Mito di Giuseppe Mazzella

Attualità
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Sono sceso a Pozzuoli da giovincello, oltre cinquanta anni fa, accompagnando la mia squadra, Juve Casamicciola, per una trasferta sul campo di Arco Felice.

Ricordo il traghetto “Isola Verde”, che era un barcone di legno dipinto di verde. A Pozzuoli c’era solo un bar ristorante, poco più di una bettola, dove prendemmo qualcosa da bere mentre entrava un netturbino e chiedeva al barista: “Ne’, Nino’, famme nu cafè cu na goccia ’e Fernet”. Era un dialetto con un accento particolare che non avevo mai sentito. Poi c’erano pescatori ovunque nella piazza del porto e Pozzuoli era conosciuta solo per il mercato del pesce.
Poi sono diventato un poco più grande e, a Napoli, nel mio ufficio stampa alla Provincia, mi sono incontrato con la città e i problemi di Pozzuoli. Una città con oltre 74 mila abitanti su 43 km² e una densità di 1.700 abitanti per km² nei Campi Flegrei. Mi sarei imbattuto nei libri di Mario Sirpettino, direttore dell’Ente Provinciale del Turismo (EPT), il più grande cantore della bellezza e della storia antica dei Campi Flegrei.
Ho conosciuto e frequentato Franco Mancusi, giornalista de Il Mattino, appassionato e tenace sostenitore della valorizzazione dei Campi Flegrei. Ricordo le sue battaglie per il recupero e la valorizzazione della settecentesca Casina Vanvitelliana del Lago Fusaro, che si trova nel vicino Comune di Bacoli, che ha oltre 24 mila abitanti.
Franco Mancusi sosteneva che tutto il patrimonio ambientale dei Campi Flegrei dovesse essere valorizzato ai fini della vocazione e valorizzazione turistica. Pozzuoli divenne per me come una terza Patria, dopo Ischia e Napoli, nella mia vita di pendolare del mare e la ferrovia Circumflegrea o Cumana era per me l’ancora di salvezza che mi portava a Pozzuoli per prendere il traghetto per il ritorno a casa, perché dal Beverello, per il mare in tempesta, non partiva alcun natante.
Poi ricordo ancora che, con la presidenza del prof. Amato Lamberti, sul finire degli anni ’90 del ’900, la Provincia di Napoli lanciò un progetto di marketing territoriale per attrarre investimenti italiani e stranieri per i Campi Flegrei, con un portale che fu chiamato “La Terra del Mito”, con il richiamo al mito della civiltà greca venuta qui otto secoli prima della venuta di Cristo e poi i Romani e tutte le dominazioni successive.
Pozzuoli è la capitale dei Campi Flegrei, di cui conosciamo la bellezza e la storia, ma ne sopportiamo da secoli i misteri del bradisismo “negativo”, nel senso che la terra sale e spesso, senza preavviso, si muove eccessivamente, come è accaduto il 31 luglio scorso.
Ischia e Procida sono le due isole flegree. Siamo legati al Continente per geografia, storia, umanità. È in questo momento difficile che dobbiamo dimostrare unità di appartenenza, perché sappiamo, avendoli vissuti, i misteri sotto la terra che ci ospita e ci nutre.
Affrontiamo insieme questa emergenza. Ma affrontiamo seriamente insieme la necessità non rinviabile della severa pianificazione territoriale. Ne parleremo. Ora affrontiamo i problemi di Pozzuoli, che sono nostri.

G. M.