Ischia News ed Eventi - Cucina e Tradizione

E’ una stupenda giornata di luglio e con Gianni Vuoso, il mio amico-coetaneo che sogna un mondo in rosso e con il quale da tre anni facciamo i viaggi nel nostro mare con la sua canoa e con i moderni aliscafi per scoprire con l’occhio ed il cervello del viaggiatore comprensivo anche le colonizzazioni ischi tane di Ponza e Ventotene, decidiamo di trascorrere un’altra giornata con la sua canoa nello splendido specchio d’acqua che va dalla spiaggia della Mandra a quella di Cartaromana infilandoci negli Scogli di Sant’Anna con il maestoso Castello Aragonese che ci guarda. Sono i luoghi dove Gianni è nato e dove vive con la moglie Susy e che conosce come le sue tasche.

Giunti fino alla spiaggia di Cartaromana anche quest’anno ci siamo bagnati in un’acqua limpida che la natura mantiene intatta nonostante le offese degli uomini perché la parte settentrionale dell’isola d’Ischia oceanograficamente fa parte del Golfo di Gaeta e non in quello di Napoli.

Nel bel mezzo del centro storico di Ischia, denominato un tempo ‘borgo dei gelsi’, si incontra un grappolo di Chiese. Due di esse, quella dello Spirito Santo e quella dell’Assunta, che è la Cattedrale della Diocesi, sono più in vista, perché ambedue sui bordi della strada che mena al piazzale degli Aragonesi ed all’antico maniero, la terza, invece, che è alquanto arretrata rispetto alle altre due, è un po’ mortificata dalla loro imponente presenza, ma non è meno interessante. Essa è la sede di una delle tre Arciconfraternite, con il titolo di Santa Maria di Costantinopoli, esistenti sull’isola.

Ho conosciuto Nannina di Piano Liguori diversi anni fa. Avevo appreso dalle pagine del quotidiano “Il Golfo”, che nel piccolo borgo sopra accennato, era stato aperto un bar – ristorante casareccio, gestito da persone del luogo.

L’idea di un punto di ristoro, in quel centro rurale, di cui spesso avevo sentito parlare, mi riempì di gioia e di curiosità. Un pomeriggio primaverile, mi “arrampicai” per quell’antica e ripida gradinata che portava in cima, là dove c’era il villaggio.

Se desiderate spingervi fino alla vetta più alta di Ischia, parliamo del Monte Epomeo, godendo di un panorama incredibile mentre gustate specialità di terra, allora dovete sostare a Il Bracconiere. Carmela, Franca, Michele e Leonardo vi daranno il benvenuto in un ambiente rustico, ma accogliente.

Lungo il corso di Lacco Ameno, poco prima della Piazza Santa Restituta, troverete questa terrazza sul mare, che guarda al Fungo, la roccia tufacea con una forma bizzarra, a pochi passi dalla riva. Nato nel lontano 1920 grazie a nonna Maria e nonno Domenico, in cucina da allora si sono alternate ben quattro generazioni.

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