Sono sempre stato convinto – fin dagli inizi degli studi superiori – che la Legge affondi le proprie radici nella Logica.
Per questo ritengo di non aver affermato nulla di eccezionale nel mio intervento alla conferenza stampa di presentazione del nuovo Commissario Straordinario di Governo per l’emergenza Ischia, avv. Marcello Feola, quando ho rimarcato in maniera categorica che un “potere straordinario” non si affianca a un “potere ordinario”, ma lo sostituisce.
Il riferimento era chiaro: il “potere ordinario” dei Comuni, disciplinato dalla Legge. Ma quando si susseguono catastrofi naturali estremamente sanguinose e distruttive – due eventi che hanno colpito duramente l’ambiente, l’economia e la socialità di due antichi paesi come Casamicciola, completamente devastata, e Lacco Ameno, parzialmente compromessa – tanto da richiedere un “intervento straordinario” del Governo della Repubblica per una complessa ricostruzione, allora i poteri dei Comuni vengono sostituiti da quelli del Governo, che nomina un Commissario il quale agisce direttamente in suo nome.
È un punto centrale che l’avv. Feola, giurista e docente, non poteva non condividere. Ringrazio Franco Borgogna per aver colto lo spirito del mio breve intervento nel suo editoriale di domenica 15 febbraio su “Il Golfo”, ma credo che l’avv. Feola ne abbia pienamente compreso il senso, nella perfetta condivisione che rappresenta un buon auspicio per la futura gestione della ricostruzione.
Il nodo centrale, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione pubblica – ancora molto carente – è quello dei “soggetti attuatori”: enti pubblici e privati chiamati dal Commissario, che non dispone di una struttura tecnica adeguata per realizzare direttamente le opere pubbliche, le quali, a loro volta, non possono essere attuate senza un elementare strumento urbanistico.
Feola non poteva fare di tutta l’erba un fascio tra i circa dieci soggetti attuatori, alcuni dei quali sono stati definiti “virtuosi”. Tuttavia, lo stesso Commissario non ha potuto non condividere le perplessità sulla gran parte dei soggetti chiamati ad attuare le opere pubbliche.
Quando ho parlato di “potere straordinario”, intendevo chiaramente che i Comuni, con i loro sindaci monocratici o autarchici, non debbano avere potere deliberante ma consultivo, poiché è il piano urbanistico approvato a costituire la linea guida della ricostruzione, della riqualificazione e del rilancio. In altre parole, occorre avere “uno straordinario disegno di Paese”.
Questo disegno non lo ha – e non lo ha mai avuto – il sindaco di Casamicciola, Giosy Ferrandino. L’abbattimento del complesso Calise nella Piazza della Marina, che oggi definisco “piazza della desolazione”, ne è un esempio: sono chiuse attività commerciali e ricettive storiche come il Bar Calise 1925 e non esiste più un luogo per convegni o conferenze al chiuso.
Reputo inoltre un errore fondamentale la rozza pubblicizzazione del porto turistico, che ha portato all’allontanamento di un imprenditore serio come “Cala degli Aragonesi”, il quale, con la propria concessione, aveva ottenuto negli anni 2020-2021 la Bandiera Blu degli approdi turistici. Oggi sia la Marina di Casamicciola sia l’Amca, le due società interamente a capitale comunale, sono in liquidazione. La gestione diretta del porto turistico appare desolante, così come la vicina colmata, ancora in allestimento.
È discutibile anche il cambio di destinazione d’uso del palazzo delle scuole del 1936, detto “ex Dux” o “Manzoni”, e del palazzo Ibsen (1975), in assenza di un piano attuativo di un Piano Urbanistico Comunale (PUC) mai discusso né adottato dal Consiglio comunale, ormai ridotto a mero registratore ex post delle delibere della Giunta e delle ordinanze “contingibili e urgenti” di demolizione del sindaco-podestà.
Ancora: l’acquisizione al patrimonio comunale, per 4 milioni di euro erogati dal Commissario di governo on. Giovanni Legnini, del complesso immobiliare del Pio Monte della Misericordia non è stata ancora accompagnata da un progetto attuativo di ricostruzione e di utilizzo, inserito in un contesto di piano economico e sociale di cui Casamicciola dovrebbe dotarsi con urgenza.
Il paese soffre la chiusura di alberghi, terme, negozi, bar, ristoranti e supermercati, oltre a un marcato spopolamento: si stima una perdita di 2-3 mila abitanti e una popolazione scolastica dimezzata rispetto a dieci anni fa, prima del terremoto.
Il sistema economico locale richiede la costituzione di una società di trasformazione urbana, prevista dall’articolo 120 del Testo Unico degli Enti Locali, promossa da Invitalia, che non solo costituisca la gran parte del capitale di rischio, ma sia anche in grado di ricercare o addirittura formare nuovi imprenditori. Non è un’utopia: è previsto dalla Legge.
È tempo, dunque, che il “potere straordinario” si doti di un vero disegno di Paese, nell’ottica unitaria dell’isola d’Ischia, soprattutto per arrestare il declino di Casamicciola. La sua storia non lo merita.
17 febbraio 2026
Giuseppe Mazzella – Il Continente
Sulla "Societa di trasformazione urbana" vedasi Il Continente, anno III numero 3, Luglio - Settembre 2019 di Renato Perticarari.
