Domenica 3 Maggio alle ore 19:00 sarà inaugurata la mostra Meta-nantucket di Telemachos Pateris a cura di Mariangela Catuogno, direttrice delle Attività Culturali dei Giardini Ravino.
Meta-nantucket è un neologismo coniato dall’artista Telemachos Pateris per la sua mostra personale presso i Giardini Ravino, nato da una riflessione sul ruolo dell’artista e sulle sfide di un’arte che intende raccontare l’interazione tra l’uomo e la Natura.
Partendo da una riflessione/fusione del termine "meta”, inteso in greco sia nel significato metaforico che in quello temporale dell’agire, con la parola “Nantucket”, allusione al momento più drammatico della caccia tradizionale alle balene, il Nantucket Sleighride, Meta-nantucket rappresenta una denuncia contro tutte le violenze perpetrate contro ogni forma di vita e non soltanto contro le balene, dunque contro la Natura.
L’evoluzione della pesca comportò un acceso dibattito sulla caccia alle balene, incentrato su concetti di sostenibilità, sulle sofferenze inutili inflitte agli animali durante la caccia, sull’equilibrio dell’ecosistema marino e, naturalmente, sul rischio di estinzione di alcune specie di cetacei.
Telemachos Pateris propone nella mostra un'analogia, offerta dallo scultore moderno come pescatore convenzionale che affronta l'industrializzazione della propria arte e il rapido declino delle risorse personali e professionali ad essa collegate.
Meta-nantucket si struttura in un’analogia tra scultore e cacciatore, in antitesi tra osservatore e cacciatore, ma anche tra cacciatore di balene e cacciatore di uomini, rappresentata attraverso elementi anatomici umani che adornano gli strumenti scultorei di caccia esposti nella mostra intorno a un trofeo di pesca centrale e attualizzando questa immagine nella storia recente fa riferimento a processi di genocidio nel Medio Oriente.
L’artista immagina, come risposta a questo dilemma, un dialogo tra la sala Moby Dick e il parco botanico dei Giardini Ravino attraverso un’installazione: un momento di riflessione nato dalle vicende dell’artista-pescatore che si pone in dialogo con la Natura.
Nella sua ricerca estetica, Telemachos Pateris esplora fenomeni della complessità strutturale degli organismi viventi, come la simmetria bilaterale, sia sul piano dei sistemi scheletrici dei vertebrati e della dendrologia, sia sul piano dei sistemi del pensiero, come nella propensione umana a filosofare tramite nozioni simmetricamente opposte, come bellezza-bruttezza, vero-falso.
L’enigma etico della natura, nel suo complesso di bellezza, violenza e fragilità, in un precario equilibrio tra sopravvivenza e impedimento della morte, nell’unico dato costante della vita, il mutare, viene qui rappresentato attraverso questo aspetto biomorfico della scultura. L’intenzione dell’opera Mesmerized, posizionata lungo il percorso di visita del Giardino, è quella di presentare questa complessità strutturale che diventa anche ideologica.
Nonostante il suo aspetto aggressivo, non è altro che un bozzolo o uno scheletro che protegge l’ospite o gli organi nella sua parte concava dalle avversità dell’ambiente stesso che lo ospita. Come un disegno tridimensionale di ferro, la scultura costituisce una scenografia che, oltre le idee verbalmente esprimibili, rende visibili in modo inoffensivo tali fenomeni della vita e il loro effetto spesso mesmerizzante per l’uomo che li osserva.
