Ma, a 9 anni dal terremoto e a 4 anni dalla terribile alluvione, quale è il progetto di rilancio economico e sociale di Casamicciola?
Questa nota sull’abbattimento del Capricho de Calise non ha mai avuto risposta dai Poteri costituiti. Non ha avuto partecipazione civile ad un dibattito. È stata realizzata una piazza della desolazione al posto del Capricho. Ha prodotto effetti positivi di crescita commerciale e di ripresa sociale dei contatti umani? Ne hanno ricevuto sensibili vantaggi economici i commercianti e gli albergatori, che hanno una associazione presieduta da Nicola Lombardi, ossequiente al Potere dominante?
La soppressione della società “Cala degli Aragonesi” nel 2025 ha portato, con la gestione diretta da parte del Comune, senza piano di investimenti e senza management, effetti positivi al sistema economico? C’è stato un rinascimento del sistema commerciale e di quello dell’accoglienza?
Queste sono le domande fatali alle quali si devono dare risposte “finanziarie”, anche se non si danno risposte “giuridiche”. Ed ancora: non si è terribilmente impoverito finanziariamente tutto il popolo superstite, perché la popolazione di fatto è diminuita del 30 per cento, con la probabilità statistica che la maggior parte viva con le pensioni dei vecchietti, gli stipendi fissi dei lavoratori pubblici e le rimesse degli emigranti in Europa, in Italia e nelle altre località dell’isola d’Ischia dove c’è lavoro?
Al commissario Legnini — al quale auguro di diventare sindaco di Chieti, sua odierna aspirazione — circa 4 anni fa, nel corso di una conferenza stampa, ricordai un ammonimento di Keynes, il più grande economista del ventesimo secolo: “Nel lungo periodo siamo tutti morti. Il lungo periodo è una guida fallace per gli uomini di governo”.
