Esprimo solidarietà a Luigi Vicinanza, sindaco di Castellammare di Stabia, sfiduciato dalla Commissione governativa antimafia per presunte infiltrazioni camorristiche
nella gestione amministrativa di un Comune che conta oltre 60mila abitanti e che è, per storia ed economia, uno dei più importanti della Campania. Gestire una città come Castellammare di Stabia non è semplice.
Luigi Vicinanza ha 70 anni. È stato un giornalista di primo piano. Ha iniziato la sua carriera nella redazione napoletana de l'Unità, dove l'impegno politico era inscindibile da quello giornalistico. Successivamente ha lavorato a la Repubblica ed è diventato direttore de L'Espresso, quello degli inizi di Eugenio Scalfari.
Ormai in pensione, ha scelto di mettere la propria esperienza al servizio del Paese in cui è nato e dove vive. Ha chiamato all'unità l'area politica a lui più vicina, il Partito Democratico, ricevendo però un sostegno tiepido, perché il PCI, il "partito forte", non esiste più.
Il suo tentativo è fallito. Ma prima di lui ci aveva provato anche Matteo Cosenza, con un analogo percorso professionale e la stessa volontà di restituire qualcosa alla propria comunità d'origine.
I giornalisti politici sono destinati a fallire quando cercano di tradurre in amministrazione e governo i valori maturati in cinquant'anni di vita professionale? È una domanda che merita una riflessione.
